MANUALE PER LA SICUREZZA IN SCUDERIA NELLA PRATICA DELL'EQUITAZIONE
MANUALE PER LA SICUREZZA IN SCUDERIA NELLA PRATICA DELL'EQUITAZIONE
La sicurezza nei centri ippici per chi conduce una vita in scuderia , anche quando ordinaria , nasconde in sè numerosi pericoli , che spesso vengono ripetutamente sottovalutati , fino al giorno in cui non si concretizzano in un infortunio o in un inconveniente più o meno grave.
MANUALE PER LA SICUREZZA IN SCUDERIA NELLA PRATICA DELL'EQUITAZIONE
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Sono molte le attività rischiose che quotidianamente vengono svolte all’interno dei maneggi:
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la movimentazione di carichi pesanti
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l’utilizzo di trattori ed utensili quali forche, erpici ecc;
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il solo fatto di essere a contatto con un grande animale, dotato di una straordinaria forza ed altamente imprevedibile, espone spesso al rischio di ricevere calci, morsi, schiacciamenti, pur adottando tutte le precauzioni necessarie.
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l’ambiente equestre pone chi lo frequenta a contatto con vari allergeni e sostanze chimiche usate per la cura del cavallo.
Di qui deriva la necessità di adottare, all’interno delle strutture equestri, regole preventive di sicurezza particolari. Questo manuale cerca di essere un supporto per tutti coloro che si trovano ad operare nella pratica del equitazione, rappresentando uno strumento conoscitivo utile ad individuare i rischi connessi alle attività e le relative procedure di lavoro sicuro nelle Scuderie . Le misure di sicurezza da attuare per eliminare o ridurre i rischi connessi alle attività condotte a contatto con il cavallo e animali in scuderia. Nel presente manuale saranno affrontati ed analizzati gli aspetti, in materia di igiene e sicurezza, connessi alle attività svolte con i cavalli e animali nelle scuderie.
Le indicazioni e raccomandazioni contenute nel seguente manuale sono indirizzate a tutti coloro che svolgano attività a contatto con i cavalli , ivi compresi allievi , addetti alla scuderia , proprietari di cavalli , cavalieri e amazzoni esperti.
- PARTE PRIMA
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ANALISI DEI RISCHI E MISURE DÌ PREVENZIONE E PROTEZIONE
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1.1 RISCHI PER LA SICUREZZA
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Le attività Equestri, ampiamente indagate da parte della letteratura scientifica internazionale, possono essere causa di gravi eventi traumatici. Gli studi condotti nell’ambito del settore dell’equitazione hanno dimostrato infatti che le cause più frequenti dei traumi sono provocati da ;
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cadute da cavallo,
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da schiacciamenti,
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da morsi,
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da graffi e da calci del cavallo.
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La maggior parte dei traumi gravi e mortali è costituita da traumi cranici derivanti dalle cadute da cavallo, mentre per quanto riguarda i traumi derivati dall’attività di accudire dei cavalli, i più frequenti sono fratture cranio facciali, costali, dei piedi, delle mani e delle braccia, sempre dovuti a calci del cavallo, morsi e schiacciamenti. L’importanza di questi studi è notevole, perché essi sottolineano la necessità a fini preventivi, di una adeguata formazione del personale sui possibili
rischi connessi all’attività con i cavalli,al fine di sensibilizzare il personale stesso ad un corretto
utilizzo di procedure e di dispositivi di protezione individuale.
1.2 RISCHI PER LA SALUTE
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1.2.1 Allergeni
Un importante gruppo di fattori di rischio presenti nel settore dell’equitazione e nella pratica, è costituito da allergeni di origine del cavallo forfore, acari, pelo, saliva, escrementi, urina, e vegetale presenti come contaminanti nel fieno e nella paglia, i quali possono provocare, tramite inalazione o per contatto cutaneo, malattie allergiche respiratorie come rinite o asma o anche malattie polmonari come la bronchite cronica o la pneumoconiosi.
I lavoratori quindi, maggiormente esposti, sono coloro che hanno un contatto prolungato con i cavalli e che manipolano lettiere e mangimi. Proprio a causa delle grande incidenza dovuta alle malattie allergiche e respiratorie, l’Istituto Nazionale per la Sicurezza e la Salute americano ha stilato nel 1998 un documento contenente tutta una serie di raccomandazioni per ridurre gli allergeni; tra queste, le più importanti sicuramente riguardano l’utilizzo di mezzi di protezione e l’educazione e la formazione del personale.
1.2.2 Movimentazione manuale dei carichi
La movimentazione manuale dei carichi come lo spostamento di balle di fieno le operazioni di accudire, il carico e lo scarico dei cavalli e la manutenzione delle strutture equestri, possono provocare patologie osteoarticolari. Queste malattie costituiscono un capitolo importante per la loro diffusione e per i loro alti costi sanitari e sociali e devono essere il più possibile prevenute, adottando le opportune cautele.
1.2.3 Fattori di natura microbiologica infettiva
Coloro che si trovano a contatto quotidianamente con gli animali veterinai, ,addetti di stalla, maniscalchi ecc. si sottopongono ad un rischio di esposizione ad agenti biologici, Il contatto prolungato dell’uomo con il cavallo che può essere veicolo di agenti patogeni, aumenta il rischio di zoonosi, malattie che si trasmettono proprio dal cavallo all’uomo. I cavalli possono essere fonte o serbatoio di agenti microbici potenzialmente trasmissibili e patogeni per l’uomo, quali Salmonelle, Leptospire, Borrelia, Bacillus Anthracis, Clostridium Tetani e la Tinea Corporis. E’ necessario conoscere innanzitutto, lo stato di salute dell’ cavallo, il suo comportamento, riconoscendo eventuali segni di aggressività, e manipolandolo correttamente, cercando di prevenire le malattie trasmesse attraverso i morsi. Non di meno, l’operatore a contatto con il cavallo dovrebbe avere una certa esperienza, impiegare correttamente strumenti taglienti come possono essere siringhe, aghi, bisturi, etc., utilizzare idonei dispositivi di protezione individuale, e saper stoccare e smaltire i rifiuti. Il rischio di contrarre malattie dai cavalli può essere dovuto anche a esposizione dell’uomo a insetti, vettori di microrganismi patogeni, entrati in contatto con i cavalli stessi. A causa di tutto ciò occorre, quindi, che i lavoratori siano vaccinati contro il tetano e che siano attuate misure preventive al fine di ridurre i rischi. Le principali malattie trasmissibili dagli insetti sono di vario tipo: sicuramente le più diffuse sono la leishmaniosi dovuta alla puntura delle zanzare, la filariasi o culo cutanea causata dalle mosche e la rickettsiosi causata dalle zecche.
1.2.4 Rischio chimico e cancerogeno
Un rischio proprio dei Veterinari è dovuto agli interventi che i Veterinari effettuano sui cavalli. La fecondazione, l’assistenza al parto e la chirurgia, oltre ad altre attività in scuderia, comportano infatti un incremento del rischio chimico e cancerogeno perché i lavoratori si trovano a contatto con farmaci, anestetici, detergenti e disinfettanti, nonché con sostanze chimiche pericolose, cancerogene, mutagene e teratogene come la formalina.
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1.3 MISURE DÌ PREVENZIONE E PROTEZIONE
In generale, il datore di lavoro, ha il dovere di assicurarsi che la sicurezza e la sanità dei lavoratori, in ciascun posto di lavoro, sia garantita per tutte le attività e mansioni da essi svolte. La valutazione dei rischi fornisce al datore di lavoro uno strumento conoscitivo per quanto attiene la presenza di rischi in azienda, ma allo stesso tempo costituisce uno strumento operativo in quanto contiene le misure di miglioramento ed il programma della loro realizzazione. Tra le misure generali di tutela che devono essere attuate dal datore di lavoro per la salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori si evidenziano :
1) valutazione dei rischi ;
2) attuazione di misure di prevenzione dei rischi professionali;
3) informazione e formazione dei lavoratori;
4) attuazione delle misure di protezione e di gestione dell’emergenza.
L’obiettivo da perseguire è sempre quello di eliminare i rischi alla fonte, ma ciò non è sempre realizzabile in pratica. Nei casi in cui non è possibile eliminare i rischi, essi devono essere ridotti e si dovranno tenere sotto controllo i rischi residui. In una fase successiva, nell’ambito del programma di revisione, i rischi residui saranno nuovamente valutati e si considererà la possibilità di eliminarli o ridurli ulteriormente, alla luce delle nuove conoscenze a quel momento acquisite.
1.3.1 Misure propedeutiche alla riduzione dei rischi
Per la tipologia di attività analizzata con i Cavalli, caratterizzata dalla imprevedibilità e aleatorietà del comportamento dell’animale, le misure per la riduzione dei rischi sono per lo più di tipo procedurale organizzativo : tra queste rivestono fondamentale importanza la formazione del personale addetto e l’adozione da parte di quest’ultimo di specifiche procedure di comportamento.
1.3.2 Indumenti da lavoro e Dispositivi di Protezione Individuale
Un’ importante misura di protezione da adottarsi sempre e prima di intraprendere qualsiasi attività nel settore equino è rappresentata dall’impiego di abbigliamento adeguato. In particolare è necessario attenersi alle seguenti regole di comportamento: SEMPRE indossare i seguenti Dispositivi di Protezione individuale (DPI):
1) Scarpe antinfortunistiche;
2) Abbigliamento da lavoro;
3) Guanti;
4) Mascherina anti-polvere.
MAI indossare gioielli gli anelli possono provocare tagli profondi alla mano, i braccialetti e gli orecchini e gli orologi possono impigliarsi nelle redini o nelle lunghine.
N.B. : alcuni DPI devono essere indossati solo in momenti particolari dell’ attività, come illustrato nelle procedure al paragrafo 2. MANUALE PER LA SICUREZZA IN SCUDERIA NELLA PRATICA DEL EQUITAZIONE
PARTE SECONDA
PROCEDURE DÌ SICUREZZA
2.1 PROCEDURA PER AVVICINARSI AL CAVALLO
La procedura sotto riportata si compone di regole da rispettare tutte le volte che ci si avvicina al cavallo, sia al momento iniziale che durante una attività. In particolare è necessario imparare a conoscere il cavallo con il quale si lavora, il suo temperamento e le sue reazioni, ma non devono essere sottovalutati i rischi anche nel caso di grande dimestichezza nel settore e/o di approfondita conoscenza dell’animale. Per tale ragione si deve: Parlare SEMPRE al cavallo prima di avvicinarsi o di toccarlo se il cavallo è colto di sorpresa, può reagire calciando o rampando.
Avvicinarsi all’animale SEMPRE dal davanti, evitando movimenti bruschi; se il cavallo è girato, è necessario chiamarlo facendo in modo che si accorga della nostra presenza e, se libero in paddock o nel box, che si avvicini.
In ogni caso MAI avvicinarsi al cavallo da dietro, nemmeno se è legato.
NON TOCCARE il cavallo sul muso o per lo meno evitare movimenti bruschi per non rischiare un morso o una testata: il cavallo può essere accarezzato sulla spalla o sul collo; la carezza deve essere simile ad uno sfregamento.
Controllare SEMPRE l’espressione del cavallo prima di avvicinarsi, soprattutto se è legato (ad esempio, se il cavallo ha le orecchie abbassate significa che è nervoso e quindi potrebbe manifestare delle reazioni di difesa).
Tenere SEMPRE un comportamento calmo, pacato e concentrato quando siete intorno ad un cavallo; infatti il vostro nervosismo viene recepito dal cavallo che tende di conseguenza ad agitarsi. Far capire al cavallo che cosa si vuole fare, agendo SEMPRE con autocontrollo e sicurezza. MAI inseguire il cavallo nel tentativo di prenderlo perché questa azione rafforza il suo desiderio di fuggire.
Essere SEMPRE pronti ad una reazione improvvisa del cavallo, il quale, soprattutto in un ambiente nuovo, reagisce a stimoli che sovente possono non apparire importanti.
Se il cavallo deve essere punito per il suo temperamento, la punizione deve essere inflitta nell’istante successivo alla sua disobbedienza; l’attendere alcuni istanti potrebbe non fargli capire il motivo della punizione. La punizione deve essere inflitta solo da personale competente ed autorizzato, senza rabbia. In ogni caso MAI colpire il cavallo sulla testa. Agire SEMPRE con estrema cautela in particolare se dovete interagire con stalloni, fattrici con puledro, animali poco addestrati, animali giovani: queste sono le categorie che possono reagire agli stimoli esterni e alla vostra presenza in maniera totalmente imprevedibile
2.2 PROCEDURA PER METTERE LA CAVEZZA AL CAVALLO
Tutti i cavalli possono essere spostati, o dai box o dai paddock, SOLO se dotati di cavezza. osservare la seguente procedura per il posizionamento della cavezza:
1) posizionarsi sul lato sinistro del cavallo, in corrispondenza del collo, leggermente arretrati rispetto alla testa;
2) prima si introduce il naso del cavallo all’interno dell’anello, poi si passa il montante della cavezza sopra la testa avendo cura di maneggiare con delicatezza.
3) infine si chiude la cavezza con l’apposito moschettone.
ACCERTARSI SEMPRE CHE LA CAVEZZA SIA INDOSSATA CORRETTA- MENTE CONTROLLANDO CHE IL MONTANTE PASSI DIETRO ENTRAMBE LE ORECCHIE E CHE NESSUNA PARTE DELLA CAVEZZA SIA NELLA BOCCA DEL CAVALLO O SOPRA UN OCCHIO.
2.3 PROCEDURA PER CONDURRE IL CAVALLO A MANO
Fissare il moschettone della lunghina all’apposito anello della cavezza, avvicinandosi al cavallo SEMPRE dal davanti e carezzandolo sul collo per tranquillizzarlo. Condurre il cavallo fuori dai box o dal paddock camminando di fianco allo stesso, all’altezza della testa o a metà tra essa e le spalle dell’animale. Condurre il cavallo posizionandosi sul lato sinistro ed utilizzando la mano destra per tenere la lunghina, 20 - 30 cm sotto il moschettone.
Utilizzare lunghine di misura standard per tenerle agevolmente tra le mani. Non utilizzare lunghine di lunghezza eccessiva perché potrebbero rimanere impigliate. La parte in eccesso della lunghina deve essere ripiegata formando avvolgimenti a forma di “otto” e tenuta nella mano sinistra; essa non deve MAI essere avvolta intorno alla mano, al polso, al corpo spalle, collo. Se il cavallo si impaurisce, allentare la presa sulla lunghina in modo da non essere sollevati o trascinati da un eventuale movimento brusco dell’animale. Quando si guida il cavallo, utile sarebbe flettere il gomito destro tenendolo in posizione leggermente arretrata. Fare attenzione soprattutto quando si conduce il cavallo attraverso una apertura stretta :
1) accertarsi di esercitare un controllo sull’animale fermo e deciso;
2) passare attraverso l’apertura per primi facendosi seguire dal cavallo, ma stando pronti a spostarsi di lato nel caso che l’animale effettui una brusca accelerata e rischi di travolgerci.
2.4 PROCEDURA PER TRASPORTARE IL CAVALLO
La prima regola da osservare quando si deve far salire o scendere un cavallo da un mezzo di trasporto è quella di ... mantenere la calma ! In particolare è necessario osservare le seguenti regole : Posteggiare il mezzo di trasporto in uno spazio ampio, privo di ostacoli, di strumenti e attrezzi che potrebbero ferire il cavallo e/o l’operatore. Se dobbiamo caricare o scaricare il cavallo da un trailer non munito di sponde laterali alla rampa di carico, è consigliabile posteggiarlo di fianco ad una parete in modo che questa limiti le vie di fuga del cavallo almeno da un lato. In tal caso è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO verificare che la parete non presenti sporgenze e soprattutto che la distanza fra parete e trailer sia minima al fine di evitare che il cavallo possa cadere dalla rampa di carico, priva di sponde, e incastrarsi nello spazio libero.
PER SALIRE :
1) Aprire SEMPRE completamente l’apertura attraverso cui dovrà passare il cavallo e, se possibile, accendere le luci interne;
2) procedere con il cavallo alla mano verso la rampa;
3) Provare SEMPRE prima con le buone maniere, usando anche un po’ di erba o del mangime per invogliare l’animale a salire.
4) salire sulla rampa insieme al cavallo standogli leggermente avanti e sempre su un lato; 5) una volta che l’animale è all’interno del mezzo di trasporto, chiudere con gli appositi pannelli posteriori che delimitano lo spazio all’interno del Van intorno al cavallo, ed infine agganciare le apposite catenelle agli anelli metallici della cavezza e uscire dal Van;
6) scendere, chiudere le ante che delimitano lo spazio interno di posizionamento del cavallo e infine chiudere la rampa di carico.
PER SCENDERE :
1) aprire completamente l’apertura attraverso cui il cavallo deve passare;
2) scendere dalla rampa insieme al cavallo standogli leggermente davanti e su un lato.
3) Provare SEMPRE prima con le buone maniere, usando anche un po’ di erba o del mangime per invogliare il soggetto a scendere.
Se il mezzo di trasporto è un trailer telonato , fare attenzione che il telone di copertura sia adeguatamente fissato in tutti i suoi punti in modo che non sventoli durante il viaggio spaventando il cavallo.
Il cavallo dovrebbe viaggiare sempre munito di apposite protezioni (es. parastinchi, paracoda) per evitare eventuali traumi.
2.5 PROCEDURA PER RIPARARE I BOX E LE STACCIONATE DEI PADDOCK
Indossare SEMPRE la tuta da lavoro, i guanti e le scarpe antinfortunistiche antiscivolo e antischiacciamento. Effettuare le riparazioni nei box in assenza di animali. Se ciò non è possibile (ad es. se il box accoglie una fattrice con puledro), allora prestare estrema attenzione all’umore e agli atteggiamenti particolari dell’animale (es. orecchie abbassate, eccessivo movimento della coda). Le procedure per puledri,dove alloggiano sempre una fattrice con puledro, è SEMPRE necessaria la presenza di almeno DUE addetti per le procedure: mentre un addetto lavora, l’altro dovrà tenere la fattrice alla lunghina in modo da mantenerla sotto controllo per tutta la durata delle procedure di riparazione manutenzione.
Anche nei paddock è necessario operare in assenza di animali; se ciò non è possibile, allora entrare nel recinto con cautela, evitare movimenti bruschi o rumori che potrebbero spaventare i cavalli, cercare di lavorare comunque lontano da loro, operare sempre in coppia (è SEMPRE necessaria la presenza di almeno DUE addetti). In caso di lavori di riparazione rumorosi e che possono quindi innervosire i cavalli, è necessario delimitare l’area di lavoro per impedire il loro avvicinamento.
ATTENZIONE : se i paddock sono delimitati dal filo elettrico (collegato ad un impianto a bassa tensione), disinserirlo durante le procedure e entrare nel paddock attraverso l’apposita apertura, utilizzando le maniglie isolate.
2.6 PROCEDURA PER RIMUOVERE E SOSTITUIRE LA LETTIERA DEI BOX
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Indossare SEMPRE la tuta da lavoro, i guanti e le scarpe antinfortunistiche antiscivolo e antischiacciamento e soprattutto la mascherina per evitare l’inalazione di polveri. Effettuare l’operazione nei box in assenza del cavallo. Dove sono alloggiati in maniera continuativa fattrice e puledro, operare sempre con minimo DUE addetti. muovere la lettiera con la forca da paglia, da truciolo, etc. cercando di non sollevare molta polvere, e travasandola in una carriola precedentemente posizionata vicino alla porta del box . Distribuire con la forca ed il rastrello il nuovo materiale utilizzato per rifare la lettiera. Se nel box è presente un beverino automatico per l’approvvigionamento di acqua, assicurarsi sempre che funzioni e provvedere alla sua pulizia; se l’acqua viene fornita mediante secchi, svuotarli, pulirli ed introdurre acqua pulita. Infine trasportare mediante la carriola il materiale della vecchia lettiera fino alla letamaia. È necessario non manovrare carichi superiori ai 25 Kg e ai 15 Kg rispettivamente per gli uomini e per le donne. Nel manovrare i carichi, occorre mantenere una postura eretta, evitando la flessione e la torsione del busto e, per avere una migliore base di appoggio, è opportuno tenere le gambe divaricate. Terminata l’operazione di rimozione e sostituzione della lettiera, è necessario aver cura di spazzolare (indossando mascherina di protezione delle vie respiratorie) accuratamente gli indumenti da lavoro e comunque di lavarli settimanalmente ad una temperatura superiore ai 60°C.
2.7 PROCEDURA PER L’ALIMENTAZIONE DEI CAVALLI NEI BOX E NEI PADDOCK
Indossare SEMPRE la tuta da lavoro, i guanti e le scarpe antinfortunistiche antiscivolo e antischiacciamento. Indossare la mascherina per evitare l’inalazione delle polveri (sia per la distribuzione degli alimenti nei box che nei paddock), in caso di manipolazione di materiale (mangime) pulverulento. Per quanto riguarda la distribuzione nei box interni, il mangime DEVE essere prelevato dai sacchi e caricato dall’esterno nei box, tramite l’apposita apertura se essi ne sono dotati. In mancanza di tale dotazione, il mangime DEVE essere portato all’interno dei box adottando le dovute cautele se al loro interno è presente il cavallo. Caricamento del mangime direttamente nell’apposito contenitore. Distribuzione della razione direttamente nel box. Durante le operazioni di caricamento del mangime è necessario indossare adeguata mascherina di protezione delle vie respiratorie per evitare l’inalazione delle polveri dei mangimi. I sacchi di mangime ed il fieno DEVONO essere trasportati nelle vicinanze del box con la carriola o con il trattore provvisto di forca, per ridurre al minimo le operazioni di movimentazione manuale dei carichi. È necessario non manovrare carichi superiori ai 25 Kg e ai 15 Kg rispettivamente per gli uomini e per le donne; nel manovrare i carichi (presse di fieno, sacchi di mangime), occorre mantenere una postura eretta, evitando la flessione e la torsione del busto e, per avere una migliore base di appoggio, è opportuno tenere le gambe divaricate. Per carichi superiori a quelli consueti, le operazioni devono essere compiute da DUE addetti. Nel caso dei paddock esterni, le rotoballe di fieno DEVONO essere distribuite nelle apposite mangiatoie esterne tramite l’utilizzo del trattore, cercando però di porre particolare attenzione, evitando movimenti bruschi e rumori che potrebbero infastidire gli animali presenti. Durante le operazioni di distribuzione nei paddock esterni, si deve fare attenzione, come nel caso dei box interni, a non sollevare ed inalare le polveri provenienti dai materiali movimentati: si raccomanda perciò, l’utilizzo della mascherina. La distribuzione dei mangimi fioccati nei secchi vicini ai paddock, se effettuata manualmente, dovrebbe essere compiuta da almeno DUE addetti, valutando le dimensioni, il peso, e la frequenza di sollevamento dei sacchi e utilizzando la carriola. I sacchi DEVONO essere sollevati senza flettere o torcere il busto. ATTENZIONE : se i paddock sono delimitati dal filo elettrico collegato ad un impianto a bassa tensione, disinserirlo durante le procedure di distribuzione del foraggio/mangime o entrare nel paddock attraverso l’apposita apertura, utilizzando le maniglie isolate. L’utilizzo delle attrezzature meccaniche, ad esempio il trattore, deve avvenire rispettando le istruzioni previste dal libretto di uso e manutenzione. Le attrezzature potranno essere utilizzate solo da personale idoneamente formato ed informato. Effettuare le operazioni di distribuzione dei mangimi e del fieno con turni alternati, per evitare la sovraesposizione degli addetti ai fattori di rischio individuati.
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2.8 PROCEDURA PER EFFETTUARE IL GOVERNO DEL CAVALLO
Indossare SEMPRE la tuta da lavoro, i guanti e le scarpe antinfortunistiche antiscivolo e antischiacciamento. Indossare anche la mascherina per evitare l’inalazione delle polveri. NON effettuare la procedura di governo se il cavallo è nervoso. Il governo può essere effettuato sia nel box che all’esterno, purché in luogo sicuro dove non siano presenti attrezzature che possano ferire il cavallo. Entrare con cautela evitando movimenti bruschi che possano impaurire il cavallo. Avvicinarsi all’animale SEMPRE dal davanti: se esso è girato, chiamarlo per nome, carezzarlo sul collo per tranquillizzarlo, fissare la lunghina all’apposito anello della cavezza Se il governo è effettuato all’esterno del box, dopo aver preso il cavallo seguendo la procedura descritta al punto precedente, condurlo all’esterno del box nella zona dove viene effettuata la procedura di governo. Tenere fermo l’animale, fissando la cavezza a due venti mediante due catenelle o corde, o legando la lunghina all’apposito anello se presente all’interno del box. In ogni caso utilizzare SEMPRE nodi a rilascio rapido. E' consigliabile attaccare agli anelli laterali della cavezza due cordini a cui agganciare i moschettoni delle corde con cui si lega il cavallo onde evitare in caso il cavallo si impaurisse e tirasse indietro , la trazione diretta sulla capezza .Pulire il cavallo lavorando su entrambi i lati e restandogli vicino, per evitare eventuali calci.
Come si Solleva un Arto
Pulizia degli zoccoli :
Tenersi sempre di lato e vicino al corpo del cavallo. La vostra posizione dovrà essere SEMPRE con la schiena rivolta verso la testa dell’animale. In questo modo sarete sempre in grado di vedere in tempo qualsiasi movimento degli arti (anteriori o posteriori); gli arti devono essere alzati lentamente, cercando di evitare possibili sobbalzi o movimenti bruschi. E' raccomandato l'utilizzo del casco nel caso il cavallo facesse movimenti bruschi con un posteriore per scacciare un insetto. E'inoltre consigliato indossare i guanti protettivi per evitare che eventuali chiodi sporgenti dal ferro dello zoccolo possa graffiare la mano dell'operatore. Indossare scarpe con la punta rinforzata per riparare i piedi da eventuali pestoni del cavallo.
Spazzolare la coda restando SEMPRE di lato al cavallo, vicino alla sua anca. Alla fine dell’operazione di governo, slegare la cavezza e, se fuori dal box, riportare dentro il cavallo prestando attenzione alle sue reazioni.
Per rientrare nel box:
Accertarsi di avere un fermo controllo dell’animale; passare attraverso l’apertura per primi facendosi seguire dal cavallo, ma stando pronti a spostarsi di lato nel caso che l’animale effettui una brusca accelerata e rischi di travolgerci. Terminata l’operazione di governo, è necessario aver cura di spazzolare accuratamente gli indumenti da lavoro (indossando mascherina di protezione delle vie respiratorie) e comunque di lavarli almeno settimanalmente ad una temperatura superiore ai 60° C.
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2.9 PROCEDURE PER IL CONTENIMENTO DEL CAVALLO DURANTE LA VISITA CLINICA E LE INDAGINI DIAGNOSTICHE
VISITA CLINICA
È SEMPRE necessaria la presenza di almeno DUE addetti: uno regge il cavallo, l’altro effettua la visita clinica. La persona che regge il cavallo deve SEMPRE essere sul lato in cui si trova la persona che sta visitando il cavallo. Attenzione in particolare durante l’ispezione delle mucose esplorabili, la palpazione del faringe laringe, l’auscultazione con fonendoscopio. Queste procedure potrebbero suscitare una reazione improvvisa ed imprevedibile di un animale apparentemente calmo. La visita dovrebbe essere effettuata in un luogo tranquillo e silenzioso in modo che l’animale si rilassi e quindi possa essere effettuato l’esame obiettivo generale e particolare.
ESPLORAZIONE RETTALE
È SEMPRE necessaria la presenza di almeno DUE addetti: uno regge il cavallo, l’altro effettua l’esplorazione rettale. È indispensabile l’utilizzo di un travaglio come mezzo contenitivo. In questo caso il cavallo deve essere introdotto al suo interno:
1) entrare per primi nel travaglio facendosi seguire dall’ Cavallo;
2) appena il cavallo è entrato va fermato;
3) la persona che non conduce il cavallo chiude il cancelletto posteriore;
4) il cavallo viene quindi legato ai due venti;
5) far arretrare il cavallo in modo che i suoi garretti tocchino nel cancelletto posteriore. Questo serve per proteggere l’operatore che effettuerà la visita da eventuali calci; in questa posizione infatti il cavallo non riesce a far uscire gli zoccoli posteriori da sopra il cancelletto posteriore, anche sgroppando.
2.10 PROCEDURE PER I PULEDRI
Se il puledro ricoverato è grave (incapacità a raggiungere e/o mantenere la stazione quadrupede , riflesso di suzione debole/assente, debolezza, stato comatoso), deve essere tenuto separato dalla madre mediante un pannello che divide in due parti il box. In questo modo il puledro può ricevere tutte le cure del caso senza che la fattrice possa arrecare danni agli operatori o allo strumentario. In questo caso è necessaria la presenza di DUE addetti: uno regge il puledro, l’altro effettua le procedure diagnostiche e/o terapeutiche. Se il puledro è vitale (capacità a raggiungere e mantenere la stazione quadrupede, riflesso di suzione presente e capacità di allattarsi, stato del sensorio nella norma), allora deve essere tenuto in contatto con la fattrice. In questo caso è necessaria la presenza di almeno TRE addetti: uno regge la fattrice, uno regge il puledro, l’altro effettua le procedure diagnostiche e/o terapeutiche. È necessario prendere SEMPRE prima la fattrice, tenerla in modo che possa vedere bene il puledro e che possa toccarlo con il muso: le madri tendono ad agitarsi quando si cerca di prendere il puledro. E’ quindi sempre meglio assicurarsi di avere almeno la fattrice sotto controllo. Il puledro va preso tenendo una mano intorno alla base della coda (controllo del treno posteriore) e l’altra a livello del collo o dell’orecchio. Per alcune manualità (per esempio inserimento di un ago cannula ) è necessario posizionare il puledro in decubito laterale. Per atterrare il puledro sono necessari due operatori oltre un terzo che tiene sotto controllo la fattrice. Un operatore si posiziona con la schiena vicino ad una parete tenendo il puledro nel modo precedentemente descritto, l’altro operatore prende un arto anteriore ed uno posteriore a livello dei nodelli di norma si afferrano gli arti vicini alla parete e li tira verso di sé: in questo modo il puledro non riesce a mantenere la stazione quadrupede e si mette giù. Naturalmente la persona che tiene il puledro deve attutire la caduta scivolando a terra insieme al puledro. Per mantenere il puledro a terra l’operatore deve posizionare una gamba sotto il collo del puledro e l’altra sopra, come se il collo del puledro fosse inserito in una forbice; in questo modo il collo e la testa del puledro si troveranno a livello delle cosce dell’operatore; questo ultimo provvede, con le mani, a contenere gli arti anteriori del puledro. In una situazione ideale un quarto operatore si posiziona sugli arti posteriori del puledro tenendoli bloccati misura di protezione per il puledro.
2.11 PROCEDURA IN CASO DÌ INCENDIO
1) Le porte dei box non devono mai essere chiuse a chiave.
2 ) Evitare di apporre specchi vicino al fieno: possono essere un innesco di incendio, perché catturano la luce del sole.
3) In caso di incendio attenersi alle procedure riportate nel Piano di Emergenza ed Evacuazione.
4) Al telefono fornire tutte le informazioni necessarie (nome di chi sta chiamando e indirizzo) al pronto intervento dei Vigili.,
5) Non concludere la comunicazione fino a che tutte le informazioni necessarie siano state recepite.
6) Tenere una lunghina nei pressi di ogni box: in caso di emergenza serve a trasportare fuori il cavallo.
7) Cercare di mettere in salvo i cavalli, guidandoli fuori dai box verso un’area prestabilita
8) Se il cavallo è impaurito, bendargli gli occhi con un fazzoletto o un asciugamano bagnati.
9) Condurre i cavalli verso un paddock esterno, abbastanza distante dai box, o legarli in un luogo sicuro.
10) Accertarsi che i cavalli si siano calmati.
11) Cercare di mettere in salvo le attrezzature solo dopo che tutti i cavalli sono usciti. 12)Usare l’equipaggiamento antincendio disponibile per fronteggiare il fuoco, prima dell’arrivo dei soccorsi.
13) Cercare di facilitare l’ingresso dei soccorsi antincendio, evitando invece di intralciarli.
14) Dopo l’intervento dei soccorsi, lasciar fare ai Vigili del Fuoco, e controllare invece che qualche cavallo non sia ferito.
15) Chiamare in aiuto i Veterinari , se i cavalli si sono ustionati o hanno inalato molto fumo.
16) Nel frattempo, porre sulle ustioni, anche agli occhi, panni bagnati, in modo da mantenere inumidita la parte bruciata.
REGOLE PER PREVENIRE GLI INCENDI NELLE SCUDERIE
17) Non fumare nella scuderia.
18) Pulire tutti i residui ed eliminarli in modo appropriato.
19) Non lasciare mai fieno o paglia nei camminamenti.
20) Immagazzinare mangime, fieno, paglia, o trucioli in un edificio separato lontano dalla scuderia. Se questo non è possibile, assicurarsi che il locale sia ben ventilato e che il fieno sia stoccato correttamente.
21) Controllare la presenza di macchie calde sul fieno. Se la temperatura del fieno è notevolmente più calda di quando è stato messo dentro, è necessario esaminarlo attentamente. Se la temperatura raggiunge 65° portare il fieno fuori dividendolo in mucchi piccoli.
22) Non immagazzinare nella scuderia materiali infiammabili (vernici, carburante, etc.). 23) Segnalare tempestivamente al responsabile della scuderia eventuali situazioni di rischio e/o anomalie sull’impianto elettrico.
24) Organizzare programmi continui ed efficaci per il controllo dei roditori: i topi masticano i fili elettrici.
25) Lasciare i corridoi di camminamento sgombri da attrezzature.
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2.12 PROCEDURA PER LA SICUREZZA DEL CAVALIERE
La Sicurezza del Cavaliere.
La tenuta del cavaliere è molto specifica. È necessaria per il comfort e la sicurezza del cavaliere durante la pratica. Si compone di elementi che non possono assolutamente mancare :
1) Casco o Cap per uso Equestre : è l'equipaggiamento indispensabile per garantire la sicurezza ! Nei maneggi, è obbligatorio indossare il Cap. Consente di proteggere la testa del cavaliere in caso di caduta. Per garantire una protezione adeguata, il cap deve rispettare la normativa in vigore (EN1384) e, ovviamente, deve essere della misura giusta.. Attenzione : in caso di caduta, si raccomanda vivamente di sostituire il casco perché potrebbe essere danneggiato internamente senza che l'urto sia visibile dall'esterno.
2) Gilet di Protezione : è OBBLIGATORIO per i minorenni ma è RACCOMANDATO anche agli adulti anche quelli più esperti. In caso di caduta, ammortizza gli urti su colonna vertebrale e fianchi. Un gilet di protezione deve essere conforme alla norma EN 13158 classe 2, ossia la normativa in vigore in Europa.
3) Pantaloni da Equitazione : è sufficiente montare per un quarto d'ora al passo per capire l'importanza di un paio di pantaloni da equitazione. Per evitare, quindi, che le pieghe provochino irritazioni alla pelle, i pantaloni da equitazione devono essere della misura giusta e aderenti al corpo. Inoltre, per minimizzare gli effetti dell'attrito tra gamba e sella, devono avere rinforzi all'interno del ginocchio toppe. I componenti devono essere comodi, elastici, facili da lavare e resistenti.
4) Stivali per l'Equitazione : abbastanza alti al ginocchio, contrariamente agli stivali classici che arrivano a metà polpaccio. Gli stivali limitano gli effetti dell'attrito tra polpaccio e sella e sono provvisti di tacco per impedire al piede di attraversare completamente la staffa e rimanere, così, incastrato. Si può anche abbinare un paio di stivaletti a delle ghette ottenendo lo stesso effetto degli stivali. Per gli stivali da equitazione, è meglio prendere una misura leggermente più grande così da poter indossare, in inverno, un paio di calze spesse
5) Guanti : non sono obbligatori ma caldamente consigliati per limitare sulle mani l'effetto del contatto con le redini e per tenere le dita al caldo nei periodi più freddi. Attenzione: per preservare la sensibilità con le redini, e con il cavallo, devono essere sottili.
2.12.1 CONTROLLO DELLE ATTREZZATURE
Le attrezzature per montare a cavallo devono essere in buone condizioni e non presentare segni di usura. Testiere ,redini , staffe , staffili e cinghie della sella devono essere verificate con regolarità e sostituite quando presentano dei segni di usura.
Si raccomanda l'uso delle staffe di sicurezza che hanno un dispositivo di sgancio dallo staffile in caso in cui in conseguenza della caduta il piede rimanga impigliato nella staffa .
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2.12.2RISCHIO AMBIENTALE
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Le attività equestri sono considerate a rischio di infortuni principalmente dovuti alla caduta da cavallo con conseguenti traumi dell'apparato scheletrico. Molti infortuni si verificano perché il cavallo si spaventa e reagisce in modo imprevisto. Dunque la prima preoccupazione di chi vigila sull’attività equestre e del cavaliere deve essere quella di individuare e far cessare all’istante, possibili “situazioni ambientali” rischiose, in campo e nelle immediate vicinanze.
Non è opportuno montare a cavallo o smontare da cavallo in prossimità di recinti, scale, macchine agricole, ostacoli e sporgenze varie. Il cavallo o il cavaliere potrebbero rimanere impigliati e da ciò potrebbero derivare seri danni ad entrambi.
I cavalli si spaventano e scaricano gli allievi anche solo per la corsa di un cane o di un bambino, anche per questo durante il lavoro è buona norma che la porta di ingresso dei maneggi sia chiusa. Un cavallo che sfugge al controllo del cavaliere, trovando la porta aperta, non esiterà ad uscire dal maneggio, con possibili conseguenze nefaste.La situazione ipotizzata è tutt’altro che remota: inesperienza di un cavaliere principiante, cavallo scosso a seguito della caduta del cavaliere.
Evitare di transitare con mezzi agricoli o altri nei pressi del maneggio quando è in corso una lezione con allievi principianti.
Le operazioni di erpicatura del campo devono essere effettuate in assenza di cavalli in campo.
Nella fase iniziale di apprendimento del principiante il rischio di caduta è più alto perchè l'allievo non ha ancora acquisito un solido assetto in sella al cavallo e piccoli cambi di equilibrio ( andature veloci , galoppo ) possono determinare la caduta. Altro momento a rischio è durante l'apprendimento delle tecniche di salto , dove oltre alla caduta può verificarsi anche l'impatto contro gli elementi dell'ostacolo . Per tale motivo una prima regola fondamentale per evitare infortuni equestri è quella di rispettare la progressione nell’apprendimento; si parte con il lavoro alla corda guidato dall’istruttore e si procede gradatamente verso l’autonomia del binomio .
Le attrezzature in campo devono essere in buono stato , sui candelieri non devono esserci sostegni per le barriere privi della barriera , in caso di impatto possono procurare lesioni da taglio. Le barriere devono essere in buoni condizioni , prive di zone con scheggiature del legno.In campo non devono esserci attrezzi che non siano utili all'addestramento ( carriole , rastrelli , sedie, secchi...)
Durante le riprese è importante mantenere il cavallo che si monta a debita distanza (almeno quattro metri) dall’uomo a terra e dagli altri cavalli.
Sempre in occasione del lavoro di maneggio è opportuno evitare incontri ravvicinati con altri cavalli; quando ciò accade è obbligatorio mantenere la destra e, di solito, la precedenza spetta a colui che procede ad andatura più elevata (galoppo, trotto, passo).
E’ vietato superare a distanza ravvicinata un altro cavallo: è altamente probabile che il cavallo superato sferri un calcio.
Durante le lezioni con allievi principianti è buona norma non montare cavalli nevrili e/o stalloni e/o puledri per evitare interferenze che possono procurare cadute agli allievi.
Il clima e le temperature troppo fredde o troppo calde rappresentano un rischio sia per chi monta a cavallo sia per chi si occupa delle attività di scuderia.
Le attività equestri possono svolgersi in ambienti chiusi non riscaldati e all'esterno. Temperature troppo basse possono causare lesioni tissutali da freddo alle estremità , generalmente possono insorgere geloni sulle mani e sui piedi. Per mantenere il calore in un ambiente freddo sono necessari più strati di indumenti e mantenere la testa al caldo con un copricapo . E' quindi importante utilizzare abbigliamento idoneo a mantenere la temperatura corporea e che permetta allo stesso tempo la traspirazione. Calze e guanti devono essere di materiali che tengano calde le estremità. Evitare di esporre le parti raffreddate a fonti di calore dirette ma riscaldare lentamente il corpo in ambiente riscaldato .
Le alte temperature unite ad elevati livelli di umidità determinano invece il surriscaldamento del corpo , con rischio di colpi di calore . Evitare di praticare attività equestre durante le ore calde , preferendo le prime ore del mattino o alla sera. In caso di colpo di calore , far mettere la persona sdraiata all'ombra con le gambe sollevate e raffreddare ascelle , inguini e la fronte con impacchi di acqua fredda. Se la persona è cosciente è consigliabile far bere dell' acqua NON FREDDA a piccoli sorsi